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Diario


4 giugno 2008

BloggerOTECA, scaffale 13

SCAFFALE 13



Marialuisa


"Napoli è una città dell'incanto pervarsa da un soffuso,profondo magismo"
--
MARTIN RUA -L'OMBRA D'ARGENTO


"La vita,per essere perfetta,deve essere come un cerchio che si chiude là dove è cominciato...."
--
SVEVA CASATI MODIGNANI  - VICOLO DELLA DUCHESSA





"Mi sembra di una tremenda morbosità questa simpatia che al giorno d'oggi hanno tutti per il dolore: della vita bisogna amare i colori, la bellezza, la gioia. E le ferite, meno se ne parla meglio è."
--
Oscar Wilde - Il ritratto di Dorian Gray


"Mani in alto, in nome della legge!
Di quale legge, del lupo o del gregge?
Non sparare, in nome di Dio!
Di quale dio, del tuo o del mio?"
--
Jovanotti - Mani in alto


Dritto davanti a se non si può andare molto lontano.
--
Antoine de Saint-Exupéry - Il Piccolo Principe


Sono le scene in cui non c'è niente di speciale quelle che si imprimono maggiormente nel cuore.
--
Il coperchio del mare - Banana Yoshimoto


La consapevolezza del fardello che il padre le stava caricando sulle spalle la pesò. Regina cercò ancora una volta di ribellarsi, ma allo stesso tempo si sentì come chi si è perso in una foresta e improvvisamente scopre una radura salvatrice. Il tiro alla fune per vincere il suo cuore era finito. Suo padre aveva in mano il tratto di corda più lungo una volta per tutte.
"Promettimi" disse Walter "che quando partiremo per andare a casa non sarai triste. Promettimi che avrai fiducia in me."
Mentre il padre ancora parlava, i ricordi si abbatterono su Regina come un'ascia affilata su un albero malato. Sentì l'odore della foresta di Ol' Joro Orok, si vide sdraiata nell'erba, sentì il fuoco di un tocco inaspettato e poi, subito dopo, la fitta del dolore.
--
Un'infanzia africana - Stefanie Zweig





"La spiaggia. E il mare. Potrebbe essere la perfezione-immagine per occhi divini-mondo che accade e basta,il muto esistere di acqua e terra,opera finita ed esatta, verità-verità- ma ancora una volta è il salvifico granello dell'uomo che inceppa il meccanismo di quel paradiso,un'inezia che basta da sola a sospendere tutto il grande apparato di inesorabile verità,una cosa da nulla,ma piantata nella sabbia,impercettibile strappo nella superficie di quella santa icona,minuscola eccezione posatasi sulla perfezione della spiaggia sterminata. (...) E' come una sentinella-questo bisogna capirlo- in piedi a difendere quella porzione di mondo dall'invasione silenziosa,piccola incrinatura che sgretola quella spettacolare scenografia dell'essere. Giacchè sempre è così, basta il barlume di un uomo a ferire il riposo di ciò che sarebbe bastato un attimo dal diventare verità e invece immadiatamente torna ad essere attesa e domanda, per il semplice infinito potere di quell'uomo che è feritoia e spiraglio, porta piccola da cui rientrano strorie e fiumi e l'immagine di repertorio di ciò che potrebbe essere,squarcio infinito,ferita meravigliosa, sentiero di passi a migliaia dove nulla più potrà essere vero ma tutto sarà-proprio come sono i passi di quella donna che avvolta in un mantello viola,il capo coperto,misura lentamente la spiaggia,costeggiando la risacca del mare,e riga da destra a sinistra l'ormai perduta perfezione del grande quadro, consumando la distanza che la divide dall'uomo e dal suo cavalletto fino a giungere qualche passo da lui,e proprio accanto a lui,dove diventa nulla, fermarsi -e,tacendo, guardare. Continua a fissare il mare. Silenzio. Di tanto in tanto intinge il pennello in una tazza di rame e abbozza sulla tela pochi tratti leggeri. Le setole del pennello lasciano dietro di sè l'ombra di una pallidissima oscurità che il vento immediatamente asciuga riportando a galla il bianco di prima. Acqua. Nella tazza di rame c'è solo acqua. E sulla tela, niente. Niente che si possa vedere. (...) La sentinella se ne va. Il suo dovere è finito,scampato pericolo. Si spegne nel tramonto l'icona che ancora una volta non è riuscita a diventare sacra. Tutto per quell'ometto e i suoi pennelli. E ora se ne è andato,non c'è più tempo. Il buio sospende tutto. Non c'è nulla che possa,nel buio diventare vera. (...) Il mare immenso,l'oceano mare,che infinito corre oltre ogni sguardo,l'immane mare onnipotente. C'è un luogo dove finisce,e un istante. L'immenso mare,un lungo piccolissimo e un istante da nulla."
--
Alessandro Baricco - Oceano Mare


"Ci sono quelli che vengono schiantati dal dolore. Quelli che diventano pensosi,ci sono quelli che parlano del più o del meno, neanche del morto, di piccole cose domestiche,ci sono quelli che dopo si suicideranno e non glielo si legge in faccia,ci sono quelli che piangono molto e cicatrizzano in fretta e ci sono quelli che annegano nelle lacrime che versano. Ci sono quelli che sono contenti, sbarazzati di qualcuno,ci sono quelli che non riescono più a vedere il morto, tentano,ma non ce la fanno,il porto ha portato con se la sua immagine,ci sono quelli che vedono il morto ovunque,vorrebbero cancellarla,vedono i suoi tre stracci,bruciano le sue foto,traslocano, ci riprovano con un vivo,ma niente da fare,il morto è sempre lì,nel retrovisore. Ci sono quelli che fanno il pic nic al cimitero e quelli che lo evitano perchè hanno una tomba scavata nella testa. Ci sono quelli che non mangiano più,ci sono quelli che bevono, quelli che si domandano se il loro dolore è vero o costruito. Ci sono quelli che si ammazzano di lavoro e che finalmente si prendono una vacanza.
Ci sono quelli che trovano la morte scandalosa e quelli che la trovano naturale con-l'età-per-cui,circostanze-che-fanno-si-che...è la guerra,è la malattia, è la moto, la macchina,l'epoca,il destino,la vita... Ci sono quelli che fanno una cosa qualsiasi,che si mettono a correre per esempio."
--
Daniel Pennac- Ultime notizie dalla famiglia
 

"Perchè non devo soltanto districare e separare i diversi capi delle mie esperienze,devo anche tornare a intrecciarli e comprenderli. E' un processo faticoso, ma ne vale la pena,anche se la povertà dei mezzi a mia disposizione mi ostacola. Se passi cinquant'anni a cercare di non ricordare,alla fine ci riesci,se passi cinquant'anni a non parlare quasi mai di ciò che conta davvero, alla fine dimentichi come si fa. Le parole sono armi potenti e una volta ero piuttosto abile nel loro uso, ma si tratta di una abilità così intimamente legata alla mia colpa che le ho,di proposito, consentito di cadere in disuso. E' stata una lotta imparare a non ricordare,a non pensare,a non parlare di cose importanti, ma è stata una sfida che ho affrontato con successo. Con un tale successo,anzi,che ora quando cerco di ricordare,quando cerco di pensare e di esprimere i miei pensieri,le mie facoltà vacillano. La cosa più frustrante della memoria, anche quando i suoi ingranaggi sono stati interrotti a mettersi in moto come ho fatto io con la mia, è la sua frammentarietà."
--
Richard Meson - Anime alla deriva

"Vi era in lui qualcosa di indefinibile,come il cielo nuvoloso nel cuore dell'inverno, a metà tra allegria e cupezza, che in qualche modo mi tratteneva dall'innamorarmi di lui.Non riuscivo a percepire quell'energia e quell'esaltazione che ti danno una carica straordinaria,così importanti negli amorei giovanili.(...) C'era qualcosa di erotico in quel cupo cielo invernale, con quella fitta coltr di nuvole,il grigio, il vento freddo. Tutto sembrava fatto a posta per spingere a cercare la pelle dell'altro. IN quel colore grigio sconfinato, veniva voglia di chiudersi a lungo in una stanza.E in quella stanza, abbandonarsi a un piacere senza limiti, come se fosse l'unico posto al mondo dove poterlo fare."
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Banana Yoshimoto - Ricordi di un vicolo cieco

"Leggere è sempre stato solo questo:c'è una cosa che è lì,una cosa fatta di scrittura, un oggetto solido, materiale, che non si può cambiare, e attraverso questa cosa ci si confronta con qualcos'altro che non è presente, qualcos'altro che fa parte del mondo immateriale,invisibile, perchè è solo pensabile,inimmaginabile,o perchè c'è stato e non c'è più, passato, perduto, irragiungibile... Ora non è presente perchè non c'è ancora, qualcosa di desiderato,di temuto,di possibile o impossibile,leggere è andare incontro a qualcosa che sta per essere e ancora nessuno sa cosa sarà. Il libro che ora avrei voglia di leggere è un romanzo in cui si senta la storia che arriva, come un tuono ancora confuso, la storia quella storia insieme al destino delle persone, un romanzo che dia il senso di stare vivendo uno sconvolgimento che ancora non ha un nome, non ha preso forma.(...) Dalla lettura delle pagine scritte, la lettura che gli amanti fanno dei loro corpi differisce in quanto non lineare. Attacca da un punto qualsiasi, salta, ripete, torna indietro, insiste, si ramifica in messaggi simultanei e divergenti, torna a convergere, affronta momenti di fastidio,volta pagina,trova il filo,si perde. Vi si può riconoscere una direzione,il percorso verso un fine, in quanto tende a un climax, e in vista di questo fine dispone frasi ritmiche, scansioni metriche,ricorrenze di motivi. Ma il fine è proprio il climax?o la corsa verso quel fine contrastata da un'altra spinta che s’affanna contro corrente, a risalire gli attimi,al recupero del tempo? Se si volesse rappresentare graficamente l'insieme, ogni episodio con il suo culmine richiederebbe un modello a tre dimensioni,quattro forse,nessun modello,ogni esperienza è irripetibile. L'aspetto a cui l'amplesso e la lettura si assomigliano di più è che al loro interno s'aprono spazio e tempo diverso dal tempo e spazio misurabili."
--
Italo Calvino - Se una notte di inverno un viaggiatore


Gli erano entrate negli occhi, quelle due immagini, come l’istantanea percezione di una felicità assoluta e incondizionata. Perché è così che ti frega, la vita. Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quand’è troppo tardi. E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell’immagine, da quel suono, da quell’odore, alla deriva.
--
Alessandro Baricco - Castelli di rabbia

 


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permalink | inviato da ioTocco il 4/6/2008 alle 11:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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le stelle potrebbero essere nientemeno che semi del cielo, e in una notte far nascere fiori, uno, per ogni stella caduta. ma io pensavo, che le stelle fossero solo lacrime degli angeli, ed i girasoli, che crescessero così alti per asciugarle di nascosto, nella notte.

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 Chuck Palahniuk,
FIGHT CLUB

Il richiamo ad una generazione X sempre più spaesata e individualista, che trova nel collettivo la perpetuazione della propria solitudine: perchè è meglio essere odiati da Dio che trovarsi al cospetto della Sua indifferenza.

 

 Andrea Camilleri,
LA CACCIA AL TESORO

Migliore degli ultimi Montalbano, meno svogliato, ma non più all'altezza dei primi.

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Libretto gustosissimo, che ripercorre la mitica sfida, descrivendo un quadretto familiare molto riuscito, nei suoi riti e nei suoi tic. Racconto lieve ma mai superficiale, accompagnato da una vena ispirata di ironia, perfino nelle note che ci spiegano le regole calcistiche con puntuale leggerezza. 

 

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