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Diario


4 giugno 2008

BloggerOTECA, scaffale 9

SCAFFALE 9





Dopo il primo bicchiere, io mi rifiuto decisamente di accettare un goccio di più e Alberto mi prende in giro. Quello che offre si arrabbia e insiste, io rifiuto senza dare spiegazioni. L'uomo continua a insistere e allora io, con molta vergogna, gli confesso che in Argentina siamo abituati a mangiare qualcosa quando beviamo. La quantità del mangiare a questo punto dipende dal tipo di faccia del cliente, ma ormai è una tecnica consolidata.
--
Ernesto Che Guevara -  Un diario per un viaggio in motocicletta.



All'appunto di alcuni mafiosi che l'attentato avrebbe potuto provocare una strage di innocenti, Riina avrebbe risposto così: "Se in Bosnia muoiono tanti bambini non capisco perchè non debbano morire anche qui da noi".
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Angelo Vecchio - Totò Riina, La caduta dei "corleonesi"


In un secolo, il nostro secolo, l'uomo ha scoperto un universo razionale. Ed evolutivo. Un universo molto più grande e complesso di quanto pensasse. Ma a cambiare radicalmente in questo secolo non è stata solo la conoscenza , bensì anche la percezione che l'uomo ha di sè nell'universo. Un'antica alleanza si è infranta,notava Jacques Monod. Ma non perchè l'uomo finalmente abbia realizzato di essere solo nel cosmo,eventualità tutt'altro che dimostrata. Ma perchè l'uomo sa ormai di essere ospite non atteso,emerso per caso e comunque marginale (nell'immensità indifferente del cosmo).
D'altra parte sappiamo,per dirla con Stephen Hawking, molte cose su come l'universo esiste. Ma non sappiamo perchè si dia la pena di esistere.
Lo scenario offre una vaga sensazione di disperazione. Che però possiamo scrollarci di dosso. Se l'uomo accetta di essere, come propone Victor Weisskopf, l'occhio attraverso cui l'universo sta imparando a osservare se stesso, allora ci sono ancora due compiti per lui. Portare a termine questa meravigliosa esplorazione, e cercare di capire non solo perchè c'è qualcosa invece che il nulla. Ma anche perchè si dia la pena di esistere qualcosa capace di imparare a riflettere su se stessa.
--
Pietro Greco - L'origine dell'universo.


Coriolano strinse le mascelle per contenersi, gli altri tre Beati Paoli mormorarono ostilmente. Blasco ripetè quello che aveva detto.
- volete colpire un uomo, legato a quel modo, incapace di difendersi, disfatto dal terrore?... oh no, io non posso dare il mio consenso a un assassinio !
Don Raimondo si sentì illuminare da un filo di speranza ; guardava con stupore quell'uomo che sorgeva improvvisamente a difenderlo. Era la stessa voce che nella sala del tribunale aveva in nome di Blasco rinunciato alla mano di Violante. Chi era dunque ?era forse il bastardo che egli aveva, ingiustamente, cercato di far morire? Tremava, anelando, guardando con occhi sbarrati, oppresso da mille sentimenti che gli tumultuavano nell'anima smarrita. Coriolano aveva intrecciato le mani sul petto con un gesto pieno di collera.
-Volete voi dunque impedire il corso della giustizia ?...
:voglio impedire una viltà!
-Badate !..noi colpiremo anche voi, inesorabilmente!
-Provatevi! ma non vi lascerò uccidere quest'uomo, che la paura rende vile come un cencio buttato nella spazzatura!
Si getto indietro e, strappata la maschera e buttatala per terra, gridò:
-Così apertamente senza maschera!
-Blasco!..._balbettò don Raimondo.
Vi fu un attimo di silenzio; Andrea, che aveva deposto la lanterna in una piccola nicchia, si spogliò del sacco e trasse dalla cintola un lungo pugnale; gli altri due Beati Paoli lo imitarono; le lame, in quel gesto balenarono sanguignamente. Coriolano fece un cenno per fermarli, e si rivolse a Blasco; nella sua voce si sentiva lo sforzo per dominarsi:
-Non sciupate la vostra generosità, signore; non ne vale la pena...Voi non salverete costui, e la sua vita non conta certo quanto quella delle sue vittime. La giustizia avrà il suo corso, anche passando sopra di voi. Serbate la vostra vita a cause più generose, Blasco da Castiglione...E voi eseguite l'opera vostra!
 I due Beati Paoli si avanzarono verso don Raimondo, ma Blasco si gettò fradi loro e la vittima e,spianando le pistole ,gridò:
-Un passo, e vi uccido!
Allora Coriolano ruppe in un ruggito che pareva di belva, e a sua volta si frappose fra i Beati Paoli e Blasco, gridando:
-Ah perdio! ora è troppo!
Si slanciò sopra Blasco. Un colpo rimbombò; una voce disse fra il fumo:
-è nulla!...
Si sentì il rumore di una colluttazione breve, ma furibonda. Al tenue bagliore della lanterna, nel diradarsi del fumo, si videro due corpi aggrovigliati e delle mani che cercavano e percotevano ferocemente. Quei due uomini così amici parevano ora mutati in due furie. Coriolano aveva fatto deviare il colpo di pistola, ma non al punto che la palla non gli sfiorasse la spalla ed era giunto ad afferrare il polso di Blasco, per disarmarlo;il giovane, riconoscendo la forza muscolare del suo avversario, gli era saltato addosso e lo aveva abbrancato per il collo, attorcigliandogli le gambe per rovesciarlo a terra. Si dibattevano rabbiosamente, ansimando,con delle esclamazioni gutturali, con dei ruggiti mozzi, quasi rantolosi.
-Fate il vostro dovere! - Urlò Coriolano, mentre cercava di imprigionare Blasco fra le sue braccia e impedirgli ogni movimento.
-No!...no!...- gridò Blasco disperatamente.
Ma in quel momento s'udì un grido,un gemito,un tonfo.
Andrea disse: - è fatto.
Allora Coriolano fece uno sforzo, scrollò Blasco con tutta la sua forza e piegatolo in due, chiamò i suoi compagni :
-Aiutatemi a portarlo via.
Lo strinsero; uno di loro gli gettò una corda alle braccia e gl'impedì di reagire; e così lo sollevarono di peso e lo portarono via.
Passando , Blasco che aveva gli ochhi pieni di lacrime di rabbia, vide nel barlume per terra, ripiegato sopra di sè come un fardello abbandonato, il corpo di don Raimondo. Vide, o gli sembrò di vedere, che un guizzo agitasse quel corpo, e trasalì: l'indignazione
 gli montò al volto, raccolse tutte le sue forze in un'ultima imprecazione e la sputò energicamente in volto al più vicino:
- Vili! Vili! Vili!.....
--
Luigi Natoli - I Beati Paoli


Agitare prima dell'uso.
--
Fluifort - Dompè farmaceutici s.p.a.



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permalink | inviato da ioTocco il 4/6/2008 alle 12:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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le stelle potrebbero essere nientemeno che semi del cielo, e in una notte far nascere fiori, uno, per ogni stella caduta. ma io pensavo, che le stelle fossero solo lacrime degli angeli, ed i girasoli, che crescessero così alti per asciugarle di nascosto, nella notte.

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††††

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††††

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††

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